Change Onlus

Relazione stato di avanzamento progetto cibo che cura

Progetto “Cibo che Cura: un progetto pilota”

 

(RELAZIONE del Giugno 2017) 

 

1. Premessa
Il progetto è stato avviato a Giugno 2015 secondo il cronogramma prestabilito.
A Giugno 2016 il progetto è giunto, con le prime missioni sul terreno, alla conclusione della fase preparatoria  e organizzativa e all’avvio della vera e propria  “start up”.


Il secondo anno di attività del Centro nutrizionale ha avuto seguito con risorse proprie di Change Onlus  e a Giugno 2017 il Centro è ancora in funzione con notevole incremento delle prestazioni ai piccoli bambini malnutriti.

 

2. Attività


A.1 - Assumere e formare 4 nuove figure sanitarie e 8 giovani nutrizionisti (agenti comunitari)                                                                                    
Sono stati assunti un medico pediatra, un medico generico nutrizionista, un'ostetrica e un’infermiera dopo un'accurata selezione operata dal Direttore Sanitario.


L’attività di queste nuove figure, dopo specifica formazione, si è svolta sia all’interno del nostro Centro Sanitario che sul territorio.


Il Centro Nutrizionale è aperto 5 giorni alla settimama e gestito da 4 agenti comunitari fissi e assunti che , oltre alle prime visite, alle visite di monitoraggio e alla distribuzione degli alimenti energetici, curano anche tutta la raccolta dei dati e la contabilità dei costi del progetto sotto la guida del sanitario nutrizionista.

Gli altri 4 agenti comunitari (formati dai nostri specialisti), operano nei 18 villaggi rurali e quotidianamente, in coppia, si recano per le viste nei villaggi. Se vengono identificati casi di malnutrizione e i bambini possono rientrare nella lista di quelli a cui distribuire gli alimenti energetici, dopo la visita pediatrica , vengono inviati ai centri di distribuzione dove, due volte al mese convergono le famiglie a ritirare gli alimenti.

 

I bambini che presentano problemi di malnutrizione vengono tutti visitati anche dal medico pediatra che, in caso di necessità, prescrive cure più intensive o gestisce le patologie spesso correlate alla malnutrizione.
Tutto questo viene svolto all’interno del Centro Nutrizionale presso il nostro Ospedale.


Purtroppo abbiamo notato che una buona parte dei bambini malnutriti non accedevano al nostro centro per problemi di spostamento dai villaggi   più interni.

 

Abbiamo così identificato due villaggi nella campagna dove poter attrezzare un “campo mobile” per poter garantire l’accesso al nostro progetto anche alle famiglie più distanti dal nostro Centro e spesso più bisognose. 

 

Una volta alla settimana i nostri nutrizionisti si spostano con il pulmino, in questi due villaggi dove afferiscono i bambini e le famiglie per ricevere i sacchi di farine arricchite e i sacchetti di Plumpinut oltre ad essere sottoposti alle visite mediche  e di monitoraggio.

A.2  -  Acquisatre un  pulmino/ambulanza :

E’ stato acquistato un pulmino/ambulanza per effettuare le visite nei villaggi e per trasferire i bambini più bisognosi al Centro Sanitario. L’acquisto del pulmino è stato formalizzato nel mese di Febbraio 2016.


Oltre all’uso come Ambulanza il pulmino è divenuto preziosissimo per trasportare i sacchi di farine arricchite e l’equipe sanitaria nei villaggi più lontani dove sono stati creati degli ambulatori decentrati di visita e distribuzione .

A.3 - Attivare un centro nutrizionale pilota in grado di fare fronte alle situazioni di emergenza:

 

L’ambulatorio nutrizionale è ora in piena attività.

A.4 - Realizzare una indagine atta a identificare le pratiche nutrizionali, sanitarie e igieniche della popolazione locale:

L’indagine realizzata è stata elaborata dai nutrizionisti di Nutri Aid ( ONG di Torino specializzata in problematiche nutrizionali).
Dalle informazioni ricavate è stato impostato il corso di formazione ai giovani selezionati e avviato il progetto.

A.5 - Realizzare la prima campagna informativapilota di educazione alimentare, igiene e alimentazione, dedicata alla popolazione locale:


La campagna informativa è divenuta una costante del nostro progetto tanto che:

Due giornate al mese vengono poi dedicate a  eventi di formazione con “dimostrazioni culinarie”.


(Abbiamo acquistato due grosse pentole oltre a diversi altri semplici utensili culinari e nei villaggi vengono radunate le donne per la giornata di formazione con prova pratica di cucina.E’ diventata anche occasione di “pranzo conviviale” dove la gente del villaggio  partecipa con  quello che può alla preparazione del cibo.

Viene spiegato il valore calorico, proteico e nutrizionale dei cibi che vengono preparati, viene spiegato il modo di preparazione per non alterare il patrimonio nutritivo , viene spiegato come  conservare il cibo e le materie prime e, infine viene fatta una dimostrazione culinaria e tutti partecipano al “pranzo conviviale”.)


Ci è sembrato un  bellissimo modo per portare cultura e formazione.

Prosegue la collaborazione con alcune associazioni locali che ci aiutano nella segnalazione dei casi più gravi che , a volte , sfuggono ai nostri depistage.

Il nostro Centro Nutrizionale ha attirato anche l’attenzione delle autorità locali con la segnalazione al Coordinamento sulla Nutrizione del Ministero della Salute.

 

Stiamo prendendo i contatti per ottenere sinergia con gli apparati governativi. ( questo ci potrà permettere di accedere anche ad ottenere gratuitamente una quota di alimenti e di farmaci per gestire al meglio il nostro progetto.
 

3. SINTESI 
(aggiunta maggio 2018)


Dal mese di Giugno 2016  al mese di Giugno 2017, il progetto “Cibo che cura: un progetto pilota” è divenuta una realtà strutturata, sono stati visitati in un anno oltre 6.500 bambini e individuati 1.542 bambini malnutriti o a rischio malnutrizione.
Ogni mese vengono presi in carico circa 200/250 bambini  a cui forniamo farine e alimenti suppletivi.

Sono state acquistate , in un anno, 2,5 tonnellate di farine e 40 confezioni da 50 dosi di Plumpinut  che sono stati tutti distribuiti.

 

La buona riuscita del “progetto pilota” ci ha consentito di raccogliere numerosi consensi e aiuti che ci daranno la possibilità di  coprire i costi degli alimenti fino a maggio 2019.

 

Tuttavia, rendendoci conto che la spesa per poter garantire continuità al progetto sarà sempre molto alta, abbiamo deciso di avviare, in loco,  un ulteriore progetto per la coltivazione della Moringa Olifera, pianta dalle altissime proprietà nutrizionali che sarà a breve  distribuita ai nostri bimbi malnutriti.


Il progetto agricolo è stato finanziato ed è già stato avviato con la semina delle piante che entreranno in produzione fra circa 6 mesi.

 

Intanto proseguiamo a rifornirci di farine  e di PlumpiNut  e a distribuirle.

 

Il progetto ha anche raggiunto un risultato secondario molto importante che è stato quello di poter monitorare la popolazione infantile anche su patologie non solo correlate alla malnutrizione oltre che ad individuare diversi bambini portatori di handicap che sono stati presi in carico per progetti chirurgici personalizzati  o per percorsi riabilitativi.


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