“Un storia di Natale dal Madagascar”

Ciao a tutti,
il 25 dicembre si avvicina e qui in Madagascar con i 35 gradi a mezzogiorno, i forti temporali , i manghi, le ananas e i lichis per le bancarelle è strano pensare che è quasi Natale. A volte sogno lo zampone e lenticchie, le musichette di Natale e le luci, l’albero, il presepe e la neve, insomma tutto ciò che siamo abituati a pensare con l’arrivo del Natale ma quello che invece ho imparato e sto imparando nella mia esperienza in Madagascar è che ciò che fa il Natale è come accogliamo Gesù bambino nei nostri cuori, come accogliamo il prossimo, il più debole, il malato nelle nostre opere di tutti i giorni.
Ecco dunque vi racconto uno degli ultimi parti, alquanto particolare, che ho assistito qui all’ospedale di Ampefy .
Era notte, domenica notte e come al solito il guardiano dell’ ospedale viene a bussare alla mia porta chiamando “Rasazy”, cioè Ostetrica in malgascio. Come al solito mi alzo di scatto e apro. Il guardiano mi dice che c’è una donna che deve partorire, vado ad aprire la porta dell’ ospedale e mi trovo una ventina di parenti e due uomini che portano sulle spalle due lunghi bastoni e una coperta a modi barella con dentro la donna. Un po’ mi spavento perché di solito le donne qui sopportano molto bene il dolore del travaglio, mi allarmo un po’ e chiedo se la donna sta tanto male o è svenuta e loro mi dicono che ha partorito a casa e non ha fatto in tempo a venire all’ ospedale. Dentro questa grossa coperta c’era la donna e il suo piccolo ancora attaccato al cordone ombelicale e alla placenta che si mangiava la manina. Stavano entrambi bene.
Li faccio entrare subito in sala parto, mi accerto dello stato di salute della donna, stacco il bambino e tutto andava bene. Dopo il secondamento della placenta ho dato una bella ripulita a mamma e bambino che erano pieni di terra. Chissà dove ha partorito in casa nelle capanne di fango… ! Ho anche somministrato antibiotici per profilassi. E’ stata una bella emozione vedere la mamma che ha fatto tutto da sola con il bambino ancora attaccato alla placenta tutto super naturale. Per fortuna è andato tutto bene ma non sempre è cosi facile il parto qui in Madagascar.
Anche accogliere un bambino venuto al mondo con cosi “strana” naturalezza mi fa sentire l’ atmosfera del Natale.
Vi auguro un sereno Natale e un 2017 ricco di gioia, salute e pace!
Con affetto
Claudia

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