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I racconti della nostra nuova ostetrica: estate 2016

“All’ Ospedale St Paul di Ampefy si continua con le ordinarie attività. Il lunedì c’è l’ambulatorio oculistico, Jacque fa le consultazioni e prepara gli occhiali. C’è sempre una bella affluenza. Sui venti a settimana.
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Al martedì ci sono le visite dentistiche. Il dottor Tojo oltre a estrazioni dentarie esegue consultazioni, pulizie e rimozioni carie… anche l’ambulatorio dentistico è molto frequentato e molti pazienti arrivano anche da Tana, la struttura è una delle più equipaggiate della zona. Diciamo che il dentista in Madagascar è raro. Al mercoledì c’è l’ambulatorio analisi, un tecnico di Tana scende ad Ampefy per eseguire nel nostro laboratorio analisi i vari esami richiesti dai medici. Le analisi più eseguite sono la bilarziosi, una malattia parassitaria, la glicemia e altri esami biochimici e l’emocromo.
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Sempre al mercoledì abbiamo la dott.ssa Odile che viene a fare le ecografie addominali da Tana. Molte sono le gravide che vengono, ma non solo, tanti i malati di calcoli e ascite e altri problemi addominali. Le visite specialistiche in Madagascar sono molto rare e preziose non molti possono permettersi di avere vicino casa e a prezzi accessibili certi esami di laboratorio o l’ecografia per non parlare del dentista o dell’ oculista. In più queste visite specialistiche non esistono nei centri sanitari pubblici di primo e secondo livello che sono presenti quasi in tutti i distretti del Madagascar. Qui la sanità pubblica malgascia offre servizi come consultazioni prenatali, assistenza al parto , visite generiche e pediatriche. I nostri ambulatori sono gli unici nella zona gli altri si trovano nella capitale a Tananarive a 100km e i prezzi molto alti. Dal lunedì al giovedì 10 ragazzi malgasci, formati da personale italiano competente, si occupano del servizio nutrizione e 6 di loro vanno nei villaggi, lontani anche 10 km, a pesare i bambini da 6 mesi a 5 anni.
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Per quanto riguarda la maternità, ho inaugurato il mio primo mese di lavoro qui ad Ampefy con un parto. Il 3 agosto nel pomeriggio è nata una bambina, Ronnie.
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Primogenita di una ragazza di 18 anni che dopo un lungo travaglio in casa è arrivata al nostro centro per partorire ; era stremata e le contrazioni le erano quasi sparite ma era già quasi prossima al parto, dopo qualche aiuto la bambina è venuta al mondo, stava bene. Le consultazioni e i parti sono ancora molto pochi ma questa relativa calma mi permette di variare e fare dell’altro. Sono cosi potuta andare con i ragazzi della malnutrizione nei villaggi. Abbiamo visitato i villaggi di Analakely. Lontano 10km da Ampefy.
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La giornata e stata intensa ma molto interessante. Siamo partiti in 7 e poi ci siamo divisi in 3 gruppi ogni gruppetto aveva un villaggio. Nel villaggio in cui sono andata abbiamo pesato porta a porta circa 70 bambini e tra questi 3 sono risultati malnutriti gravi, 11 malnutriti lievi e 6 a rischio. Il resto tutti bambini normopeso e in salute.
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I bimbi pesati avevano un età tra 6 mesi e 5 anni. Molte mamme hanno chiesto informazioni sul progetto e tutte mi sono sembrate accettare aiuti e consigli. Ho avuto l’occasione di parlare del centro St. Paul e della maternità , ho incontrato inoltre donne gravide e molte di loro non hanno fatto ancora alcuna visita. Sono rimasta colpita che molta gente non conosce il centro e che sono ancora molto disinformati e manca ancora molta educazione sanitaria. Li ho trovati mancanti di base igieniche , bambini con facce sporche di terra e bava con moccoli del naso che arrivavano fino al mento. Vestiti con stracci sporchi e rotti. L’ educazione sanitaria è una condizione fondamentale, bastano semplici basi non occorrono tante cose. I ragazzi fanno già tanto ma credo sia un po’ con il tempo che si vedrà e capirà se ci sono risultati. Durante il lungo cammino ho potuto chiacchierare molto con i ragazzi della malnutrizione e mi hanno spiegato il loro lavoro, la fatica di camminare cosi tanto ma anche l’entusiasmo che hanno nel farlo e le tante idee. Loro che vanno nel campo e vedono con mano i reali problemi mi hanno fatto capire tante cose ad esempio: le mamme sono contente dell’ educazione che gli viene data, ma molte di loro, quando tornano a casa non hanno gli strumenti o i materiali per farlo. Le mamme che vivono in questi villaggi, e che distano 10 km dal mercato più vicino e non sempre quello completamente fornito, devono lottare tanto per dare un giusto pasto equilibrato ai loro bambini tutti i giorni. Oltre a queste difficoltà c’è poi la mentalità e la cultura ancora molto radicata ma il fatto di vedere questi ragazzi malgasci, giovani delle loro zone che conoscono bene usi e abitudini può valere tanto per cambiare qualcosa. Un’ idea dei ragazzi è quella di fare delle dimostrazioni culinarie alle mamme e degustazione; gli ingredienti li portano loro dalla loro casa in modo da far vedere che si può fare anche con il poco che si ha. Sono idee ancora da valutare e da ben organizzare ma se si può migliorare e aggiungere qualità al lavoro senza grossi sprechi ed esigenze economiche credo sia interessante. Un abbraccio e saluti a tutti. Claudia”.
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Il racconto di una missione: quella degli ottici durata tre settimane fra emozioni e grande professionalità 2015

Anche questa estate 2015 i nostri amici ottici Carlo Data e Gianni Pampaloni sono venuti a trovarci al Centro Sanitario.

Prosegue, quindi, la collaborazione con l’associazione Visionpiu Onlus e il gruppo degli Ottici di Vision is. Il ritorno ad Ampefy è sempre molto emozionante perché si rincontrano persone e situazioni lasciate un anno prima, ma che sembrano non siano state toccate dal tempo. Il laboratorio di ottica è rimasto uguale a come era stato lasciato. Le file di gente all’accettazione, sotto il sole, popolate da persone grandi e piccine, con i vestiti variopinti e con lo sguardo sorridente sono immutate. Certo gli sguardi sono tutti puntati su di noi e un brusio si solleva da quella moltitudine al nostro arrivo. Ci aspettavano da tempo!! La radio aveva diffuso la notizia e adesso ci sono più di 300 persone che si accalcano per prendere un appuntamento. Da Montecarlo sono arrivate nuove apparecchiature sia per la sala operatoria che per l’ambulatorio di oculistica che abbiamo montato e collaudato durante la missione di Aprile. Presso il Centro Sanitario abbiamo installato l’ambulatorio per le visite, mente gli occhiali vengono preparati nel laboratorio di ottica. Il lavoro procede bene e organizzato anche perché è ormai la terza volta che i nostri amici vengono a prestare la loro professionalità ad Ampefy e da più di 10 anni in Madagascar. Presto ci accorgiamo che il materiale scarseggia e non riusciremo a dare a tutti gli occhiali che avremmo voluto donare. Quelli che non riusciremo a montare verranno fatti in Italia e spediti con la prossima missione. Sono state fatte diverse visite anche nei villaggi di campagna per verificare la situazione visiva soprattutto dei bambini piccoli. Il quadro non è entusiasmate soprattutto per la presenza di numerose patologie infiammatorie delle congiuntive oltre a qualche grave difetto congenito che potrà essere corretto chirurgicamente. Alla fine delle 3 settimane di missione sono state fatte oltre 800 visite e donati più di 400 occhiali da vista e 900 occhiali per la protezione solare. Sono stati individuati oltre 20 pazienti che necessiteranno di intervento di cataratta e almeno 50 pazienti avranno bisogno di una visita specialistica dei nostri oculisti. La missione è stata un grande successo ma il magazzino delle lenti è al “lumicino” ed occorrerà cercare di inviare nuovo materiale. A metà ottobre verranno inviati almeno 40 paia di occhiali che non siamo stati in grado confezionare in loco e che Carlo ha montato nel suo laboratorio a Torino. Abbiamo deciso di attrezzare il laboratorio di ottica con nuovi banconi e armadi per stoccare il materiale. Un grande ringraziamento a tutti coloro che ci daranno una mano ma soprattutto a Carlo e Gianni che hanno lavorato indefessamente con grande gratitudine da parte di tutta la popolazione che li attende ancora per il prossimo anno.
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L’esperienza di Sandro nel percorso di formazione 2015

Cari amici di Change Onslu, ecco un piccolo stralcio dell’esperienza di Sandro circa il nostro corso di aggiornamento avanzato sulle tecniche ELISA di laboratorio per la diagnosi delle malattie infettive. “ Il corso di teoria ha avuto un grande successo. Tutti molto interessati fino all’ultimo minuto!!” questo il primo commento di Sandro che prosegue nel suo racconto affermando che durante le lezioni ha riscontrato lacune sul concetto di controlli delle performance del kit che porta, necessariamente ad una serie di incertezza dei risultati ottenuti. Infatti, vi è il rischio di errori “nel diagnosticare un positivo o negativo” così come è fondamentale comprendere l’importanza della calibrazione e della taratura, purtroppo non sempre ben chiara. Ma il corso serve proprio a questo. Il giudizio complessivo è positivo: “sono stati molto attenti è interessati e tutti vogliono fare test in prima persona con la mia supervisione per valutare la loro capacità e la loro tecnica. Sono molto soddisfatto! Sandro”. I partecipanti sono stati 15, tutti tecnici di laboratorio operanti in diversi Ospedali e centro Privati. Il corso ha permesso di migliorare la qualità dei risultati e del lavoro dei tecnici. Presso il nostro Laboratorio ad Ampefy, oltre al corso teorico per i tecnici locali, si è svolto anche un depistage sulle principali malattie infettive eseguendo circa 200 esami del sangue a pazienti selezionati dai nostri medici e a rischio, ad esempio, di bilarzia, epatite, toxoplasmosi.
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(Nelle foto Sandro e Tiana con i tecnici di laboratorio all’Università di Tanà).

Il nostro impegno nella formazione 2015

Change Onlus svolge attivamente, oltre all’attività di assistenza ai più poveri e ai malati della regione di Itasy, anche un altra importante attività: formare le figure professionali che potranno garantire un sempre migliore e più professionale servizio alla popolazione locale.
In quest’ottica, durante il mese di Agosto del 2015, grazie al validissimo supporto di Sandro, nostro amico e volontario di Change Onlus, è stato proposto un corso di aggiornamento avanzato sulle tecniche ELISA di laboratorio per la diagnosi delle malattie infettive.
In particolare, si sono tenuti due corsi separati. Il primo all’Università di Antananarivo e il secondo presso il nostro laboratorio di Ampefy.
Questo progetto, che ha coinvolto oltre alla nostra associazione anche il Ministero della Sanità, l’Università di Antananarivo e le autorità sanitarie del nostro distretto di Soavinandriana, è stato reso possibile grazie alla grande disponibilità di Sandro Acquaviva, tecnico di laboratorio e responsabile dei progetti di apparecchiature di laboratorio presso l’azienda Dia.Pro, che ha dovuto sostenere non pochi disagi per portare a termine una missione impegnativa e di grande utilità, a cui va il nostro più sentito ringraziamento.
Così come ringraziamo l’azienda Dia.Pro nella persona del suo presidente Marino Marchisio per averci fornito gli strumenti per avviare questi progetti e per averci supportato da tanti anni.
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(nelle foto i pazienti che hanno aderito al progetto in attesa per eseguire il prelievo del sangue sia presso il nostro Ospedale che nei dispensari dei villaggi rurali)

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L’AFRICA RIESCE A CAMBIARE OGNUNO DI NOI

Eccoci qui, anche questa volta insieme. Si può dire che abbiamo condiviso quasi tutto, ma non pensavamo di intraprendere anche questa avventura:
io e Gabriele siamo cognati – ho sposato sua sorella Francesca – e lavoriamo anche insieme da anni. Siamo due ingegneri, stesso modo di pensare, di approcciarci alla vita.
Quando abbiamo saputo dal Presidente dell’opportunità di partire per il Madagascar con Change Onlus, non pensavamo di reagire allo stesso modo, né di affrontare un’avventura del genere con lo stesso spirito.
Il 15 aprile 2014 ha finalmente avuto inizio la nostra prima missione in Madagascar con Change Onlus. Siamo arrivati a notte fonda ad Antananarivo, la capitale, dove siamo stati calorosamente accolti da Henry, autista dell’Associazione: era la prima persona che incontravamo, e in lui abbiamo ritrovato la disponibilità e la cordialità di un popolo che abbiamo conosciuto nei giorni seguenti.
Il giorno dopo ci siamo trasferiti ad Ampefy-Andasibe, dove abbiamo preso subito contatto con la realtà che avremo vissuto fino all’ultimo momento per ben 2 settimane. Curiosi e ansiosi di iniziare la nostra missione, con grande stupore e meraviglia non abbiamo potuto fare a meno di osservare e ammirare l’immensa struttura: il Centro Sanitario Polispecialistico Change St. Paul, di cui abbiamo tanto sentito parlare in Italia, finalmente era lì davanti a noi, ancora circondato da operai che lavoravano con grande gioia per concludere gli ultimi lavori.
Nei giorni seguenti, e per tutta la durata della missione, abbiamo svolto i compiti a noi assegnati: verificare lo stato dei locali tecnici e la funzionalità delle apparecchiature elettriche afferenti l’impianto fotovoltaico. Grazie all’aiuto di Tojo il tuttofare, del costruttore e di Dodah, l’elettricista, siamo riusciti ad effettuare tutte le verifiche e a mettere in moto l’intero impianto fotovoltaico, alimentando così l’illuminazione intera e esterna, il circuito prese del laboratorio analisi, della sala medici, dello studio dentistico e delle altre stanze dell’ospedale.
Questa per noi è stata una bellissima esperienza sia dal punto di vista professionale che sotto il profilo umano: sapere che, un centro sanitario in Madagascar in cui verranno curati tanti bambini e tante persone che senza Change Onlus non potrebbero accedere a nessun tipo di assistenza sanitaria, funziona anche grazie all’impianto dei pannelli solari su cui siamo intervenuti, non ha prezzo.
Per tutto questo vogliamo ringraziare tutti i missionari e volontari che abbiamo incontrato, perché il loro esempio resterà indelebile nei nostri cuori: uomini e donne di grande umiltà e bontà.
Se forse è vero che l’Africa non cambia, di certo riesce sempre a cambiare ognuno di noi.

Daniele e Gabriele

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SONO ANDATA IN MADAGASCAR E VOGLIO RACCONTARVI TUTTO

<<Voglio raccontarvi tutto>> scrive Giulia nella sua lettera. Vuole raccontare cosa ha significato per lei andare in Madagascar con Change Onlus, dove ha partecipato all’inaugurazione del Centro Sanitario del 25 aprile scorso. Giulia ha 12 anni, ha accompagnato i nostri medici nella missione di aprile 2014, ed è stata la mascotte del gruppo. Non si è fermata un attimo, ha corso, giocato, aiutato e sorriso sempre!
Riportiamo di seguito il suo testo e le sue parole, esattamente come Giulia ha voluto scriverle per condividere con voi la sua esperienza. Noi di Change Onlus lo sappiamo bene e, proprio come trasmettono le parole di Giulia, passione, entusiasmo, felicità ed emozione sono le forze motrici che alimentano la nostra esperienza di volontari in Madagascar.

Ciao a tutti,
sono Giulia, ho dodici anni e sto scrivendo su questo sito per un semplicissimo motivo: perché anch’io ho avuto la possibilità di andare in Madagascar e voglio raccontarvi tutto, iniziando da cosa mi ha colpito di più, cioè i bambini. I bambini perché mi è piaciuto tantissimo vedere con cosa giocavano: non sono come noi che abbiamo il cellulare, il tablet o il nintendo, loro non avevano niente e nonostante questo si accontentavano. Avevano solo tre giochi: un bastone con legate due lattine a un cerchio che facevano camminare con un bastone e infine delle buste accartocciate e legate con uno spago che usavano come palla, ma quando ho tirato fuori una vera palla erano contentissimi e ogni giorno giocavamo assieme. Ho anche notato che sono molto responsabili. I bambini però non sono stati l’unica cosa che mi ha colpito: mi hanno colpito molto anche i colori che c’erano per le strade, tutta la frutta una sopra l’altra e messa dentro a delle ceste, stupende.
Mi è piaciuto tantissimo e ora mi ritengo molto più fortunata.
Viaggio magnifico ed emozionante.
Ciao a tutti,
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CHANGE ONLUS A BIMBINFIERA ANCHE QUEST’ANNO

Change Onlus torna a Bimbinfiera il 4 e il 5 ottobre 2014, la fiera per bambini, mamme e papà.

I nostri medici volontari, pediatri e odontoiatri, offriranno visite ai bimbi e consigli ai genitori in cambio di una piccola donazione: questa verrà utilizzata per curare i bambini del Madagascar, dove siamo impegnati con l’ambulatorio di pediatria sempre aperto nel villaggio di Ampefy-Andasibè.

Vi aspettiamo al padiglione C, agli stand n. 9 e 112, quest’ultimo interamente dedicato alla prevenzione dei più piccoli!

Visite pediatriche e odontoiatriche, prevenzione e igiene dentale, giochini e vendita di prodotti provenienti dal Madagascar.

Mamme, papà e bambini, venite a trovarci!

Per informazioni scriveteci a info@change-onlus.org

TORNA LA MOSTRA DI PITTURA DI CHANGE ONLUS

Change Onlus sarà ospitata il 19 settembre 2014 alla festa per il decennale della Residenza Sant’Ambrogio, a Milano, in Via Felice Lope de Vega, 2 – zona Famagosta.
In tale occasione verranno esposti i quadri degli Artisti del Museo Civico di Maccagno: sarà una mostra solidale, per sostenere le attività del Centro Sanitario Polispecialistico “Change St. Paul” inaugurato lo scorso 25 aprile.
Vi aspettiamo numerosi.
Per informazioni scriveteci a segreteria@change-onlus.org
Cliccando qui potete vedere il leaflet con il programma della giornata.

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E’ TEMPO DI SORRIDERE INSIEME: INAUGURAZIONE del CENTRO SANITARIO CHANGE ST.PAUL!

Change St. PaulUna sala operatoria, un laboratorio di analisi, una sala parto, ambulatori di neonatologia, radiologia e oculistica e persino un’attrezzata sala odontoiatrica!

Dopo tre anni di lavori, è stato inaugurato lo scorso 25 aprile il nuovo Centro Sanitario d’eccellenza che Change Onlus ha costruito ad Ampefy-Andasibe, piccolo villaggio nel cuore del Madagascar, con la collaborazione del partner locale Change Onlus ONG. A certificare l’importanza dell’evento, per il taglio del nastro sono accorsi il capo del gabinetto del Ministero della Salute malgascio e tutte le autorità amministrative di questo distretto, incastonato sugli altipiani, a un centinaio di chilometri della capitale Antananarivo e privo di altre strutture sanitarie.

Come opererà il Centro Sanitario?

i volontari di Change OnlusL’attività del nuovo centro sanitario di Change Onlus comincerà come day-surgery, ovvero come chirurgia ambulatoriale, con l’obiettivo entro il 2015 di costruire un reparto in grado di ospitare una trentina di ricoverati. L’ospedale integrerà l’attività del dispensario precedentemente costruito: grazie alla struttura aperta tutto l’anno, gli abitanti hanno avuto e hanno la possibilità, a fronte del pagamento di un ticket, di curarsi dalle infezioni più comuni nella zona, come la bilarzhia, un parassita che colpisce chi si bagna nel vicino lago Itasy, e che può risultare letale.

Ora, con il nuovo centro, potremo offrire anche un servizio di chirurgia specialistica, come quella per curare la cataratta, e un servizio di radiologia: tali prestazioni si vanno ad affiancare ai servizi già attivi di analisi di laboratorio e di monitoraggio delle partorienti con possibilità di eseguire parti nella nostra struttura.

il centro sanitarioFinora il progetto realizzato grazie alle generose donazioni di fondazioni, enti istituzionali e di privati cittadini, si è avvalso del tempo e delle conoscenze di volontari del campo medico e sanitario che dall’Italia volano sulla grande isola africana, a rotazione, nel corso dell’anno. La gestione quotidiana del centro è possibile grazie ai colleghi dello staff locale del settore sanitario ma anche amministrativo logistico, dei quali, nel corso delle missioni viene seguita anche la formazione e l’aggiornamento di competenze e conoscenze.

 

due dei nostri volontari

C’è ancora un passo da compiere per proseguire nel miglioramento delle condizioni sanitarie della popolazione locale: l’apertura del
centro nutrizionale
. L’impatto della malnutrizione è infatti devastante su tutta la comunità e soprattutto sui bambini che crescono con problemi di rachitismo, malattie agli occhi provocate dalla carenza di vitamina A e debilitazioni di ogni grado. Servono risorse per approntare strumenti diagnostici dei casi di malnutrizione nell’ospedale di Andasibe ma anche nei villaggi della zona, per costruire una mensa in cui somministrare sostanze altamente vitaminiche ed energetiche e organizzare dei corsi di educazione alla coltivazione degli ortaggi e dei frutti più indicati per far fronte a questa emergenza.

Le difficoltà da superare sono ancora tante ma l’appoggio e le agevolazioni del ministero e delle autorità locali, e soprattutto ancora il sostegno finanziario di coloro che ci hanno aiutato fino adesso e di nuovi sostenitori, potranno aiutare a completare anche questo nuovo e appassionante progetto.

il Presidente con le autorità